Ristorante Cividale

interno leondoro

Abbiamo voluto far rivivere uno dei locali più antichi nel cuore di Cividale del Friuli: il Leon d’Oro e la sua corte, decisi a continuare la tradizione di sempre che l’ha visto punto di ritrovo per generazioni, ricco di calda ospitalità friulana.

Il locale è stato completamente ristrutturato lasciando intatta l’originaria struttura con le sue pareti in pietra e il legno delle vecchie suppellettili interni riportate a nuova vita: abbiamo cercato cosí di ricreare l’atmosfera di qualche tempo fa, calda e famigliare, che l’ospitalità della famiglia friulana sa dare.

Il cibo, l’accoglienza e i nostri vini rendono il Leon d’Oro un locale rilassante e piacevole dove pranzare o trascorrere la serata in compagnia accanto al focolare che rimarrà nel cuore dei nostri ospiti. Con la bella stagione l’osteria si apre verso l’esterno con il suo splendido pergolato di vigna.

Dalla cucina di Marco “Frico in te scudiele”, lumache nel guscio ai sapori di noci e pinoli, tartara di manzo con crostini e burro di malga, minestrone di fagioli borlotti e anelli di pasta, spaghettoni con ragù rustico (selezione di carni pregiate tagliate a coltello e cotte “tal spolert”), cosciotto di stinco di maialino da latte con mele e zenzero, “goulash” cotto in padella di coccio con paprica dolce e patate, coscia d’oca con verdurine e purè di castagne, dolci tipici mitteleuropei.

Un po di storia….

L’osteria Antico Leon d’Oro è ospitata in uno storico immobile di Borgo di Ponte, citato per la prima volta in un testamento del 25 agosto 1490 relativo al “reverendo pre Donato del fu Gualtiero” rinvenuto nel archivio della vicina chiesa di San Martino. Quindi un edificio preesistente a quella data. Quel luogo si sarebbe trasformato nel tempo in una tipica locanda con stallo per il ristoro e alloggio dei viandanti, con ricovero per animali e carri. La datazione è confermata dalla presenza di resti affreschi del sec. XV. Questo stallo ha operato fino alla metà del 900 e veniva utilizzato dai pellegrini che da varie zone del friuli si recavano al santuario di Castelmonte, cosi come per l’intero secolo scorso vi aveva sede una trattoria gestita negli ultimi 55 anni dal proprietario dell’immobile Giuseppe Tonini coadiuvato da sua moglie Sara.

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